Primo maggio, un'ovazione per Vasco

In 800mila a piazza San Giovanni per abbracciare Vasco Rossi

Doveva essere il concertone di Vasco Rossi... e così è stato!

Che sarebbe stato il concertone di Vasco Rossi lo si era capito fin dal primo pomeriggio, quando gli «irriducibili» del rocker di Zocca hanno cominciato a invocare il suo nome. Ben sapendo che mancavano ancora molte ore prima dell'esibizione. E che è stato il concertone di Vasco Rossi lo hanno dimostrato anche i dati Auditel: quando Blasco è salito sul palco, gli ascolti di RaiTre sono praticamente triplicati.

Il suo staff ammette: «È stata una partecipazione totale. Vasco era felice. Meglio di così non si poteva fare. Il pubblico di San Giovanni è sempre rispondente. Recepisce dentro e fuori. È stata una confezione che aveva un senso».

E già, il pubblico di San Giovanni. Composto e tranquillo dall'inizio alla fine. Ad un certo punto della serata il complesso bandistico dell'Aquila ha intonato «Il mondo che vorrei» di Vasco Rossi. Ma la piazza voleva l'originale. Il Blasco nazionale.

Quando la rockstar appare sul palco ("Nunzio vobis gaudium magnum, habemus Vasco", urla Castellitto), la piazza esplode, sulle note di Stupendo, primo brano in scaletta. "Vieni qui Silvio", grida Vasco invitando il presidente del Consiglio Berlusconi, citato anche durante il brano Non appari mai. Vasco ne cambia un verso e canta: "qui siamo tutti belli e buoni, votiamo tutti Berlusconi". Poco prima aveva lanciato un appello alla piazza: "meditate gente, meditate". E ancora: "non date troppo ascolto alla tv e ai tg. Pensate al mondo fatto di piccole cose, i vostri lavori, i vostri bar, i vostri affetti, quelle sono le cose che contano".

Dopo l'ultimo brano, Il mondo che vorrei, Vasco, sorridente e in grande forma, esce dalla scena per tornare con un bis a sorpresa, Un senso, colonna sonora del film di Castellitto Non ti muovere, tratto dal romanzo della moglie, Margaret Mazzantini.

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